Riportiamo di seguito l’articolo di Lodovica Vendemiati pubblicato sulla Difesa del Popolo On line che racconta la World Social Agenda e i laboratori delle classi primarie..

Cos’è individualità e cos’è alterità, quali sono gli atteggiamenti inclusivi, come parlare di rispetto e valorizzazione delle differenze, di fragilità. Sono alcuni dei temi che il World Social Agenda di Fondazione Fontana insieme ad Amici dei Popoli propone, sottoforma di laboratorio, ai bambini delle scuole primarie, inarticolate alle classi seconde. Si chiama “People- inclusione e società” e prende spunto dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall’Onu nel 2015, in particolare quelli riguardanti la società e l’inclusione contenuti proprio nella parola People. Lettura di storie e racconti, laboratori creativi, disegni, giochi cooperativi e di ruolo, condivisione verbale: sono alcune delle attività che vengono proposte ai bambini. Ma il lavoro non finisce a scuola e non si esaurisce nel tempo del laboratorio in senso stretto. I bambini lavorano anche a casa con i genitori e poi, come classe, un impegno: preparare una lista con un massimo di cinque brevi proposte concrete per rendere una città più inclusiva. 

Si chiama “People- inclusione e società” ed è il laboratorio per le classi seconde e terze della scuola primaria che propone il World Social Agenda di Fondazione Fontana insieme ad Amici dei Popoli e che in questi giorni vede coinvolti i bambini delle seconde della Scuola Ruzante di Vigonza. Un laboratorio che prende spunto dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall’Onu nel 2015, in particolare quelli riguardanti la società e l’inclusione contenuti nella parola People. “Ogni persona deve essere messa nelle condizioni di poter realizzare il proprio potenziale con dignità ed uguaglianza in un ambiente sano”, si legge nella presentazione, che tradotto in attività per i bambini vuol dire: approfondire i significati della parola “persona” a partire dall’esperienza dei bambini, cos’è individualità e alterità, parlare di atteggiamenti inclusivi, di rispetto e valorizzazione delle differenze, di fragilità, condizione che tocca tutti, chi più chi meno, far riflettere i bambini sul fatto che ognuno di noi può mettersi in gioco per migliorare se stesso e la comunità.

«Il nostro punto di partenza – raccontano gli organizzatori – è la consapevolezza che ogni bambino e bambina è un essere unico, nella sua individualità, ha capacità, qualità, competenze, sogni e aspirazioni che lo contraddistinguono, e allo stesso tempo possiede bisogni e diritti fondamentali che lo accomunano agli altri, dei quali condivide pari valore e dignità. Siamo anche esseri “sociali” perchè ognuno di noi vive in relazione con l’altro, ed è proprio attraverso questa relazione che costruiamo noi stessi e le comunità in cui viviamo». Spesso nel guardare l’altro  entrano in gioco stereotipi, pregiudizi, etichette. Con le attività di laboratorio i bambini capiscono come si può “incontrare” l’altro in modo da valorizzare le differenze e particolarità, sentendosi però parte di una comunità inclusiva e accogliente. 

«Il nostro intento – concludono – è quello di far emergere nei bambini la coscienza del loro ruolo di attori sociali, scoprendo che ogni persona, nelle sue fragilità e potenzialità, può mettersi in gioco, in maniera unica e originale, per migliorare se stesso e la comunità». 

A casa si lavora anche con i genitori per scoprire i talenti dei bambini, le qualità che lo fanno piacere ai suoi coetanei, valorizzare le caratteristiche, capire i motivi per cui il bambino è apprezzato dagli amici, ma anche quali sono i valori personali che il bambino porta in famiglia, quali tratti del carattere vengono apprezzati e aiutano a creare un clima disteso in casa. Tutto per contribuire a costruire un concetto di identità e individuare i punti di forza. 

Poi, al termine delle due giornate di laboratorio anche un impegno per la classe: in che modo si può contribuire a rendere i luoghi nei quali abitiamo più inclusivi? Cosa deve avere o come deve essere la città inclusiva che vogliamo?  I bambini con gli insegnanti hanno tempo fino al 15 maggio per far arrivare alla Fondazione Fontana una lista, che può essere un cartellone, uno striscione, un disegno, una lettera,  con un massimo di cinque brevi proposte concrete per rendere una città più inclusiva. 

A cosa serviranno? Verranno consegnate alla città di Padova, capoluogo di Provincia e capitale europea del volontariato 2020, e simbolicamente a tutte le città nelle quali si trovano le nostre scuole al fine di dare qualche indicazione alle Amministrazioni sul tipo di città che vorremmo abitare in futuro. Durante l’ultima settimana dell’anno scolastico, dal 3 al 7 giugno Padova realizzerà un’importante iniziativa che vede coinvolto il progetto World Social Agenda. L’iniziativa si chiama “Including Padova”. Durante questa settimana saranno organizzate delle mattinate e degli eventi che vedranno tra i protagonisti anche le classi

Qualche spunto di lettura sull’argomento 

  • “Il coraggio di essere Io”, Domenico Barrilà, Carthusia Ed.; 
  • “Pezzettino”, Leo Lionni, Babalibri; 
  • “La mia mano”, Fuad Aziz, Artebambini. 

Lodovica Vendemiati (Difesa del Popolo)