Menti globali per spazi globali

Educazione in Italia

Progetto che mira ad aumentare la consapevolezza sull’emergenza climatica e a favorire una maggiore conoscenza delle strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici tra i giovani e le organizzazioni del terzo settore che si occupano di cooperazione internazionale.

Il progetto

Menti globali per spazi globali si svolge in Trentino. Il progetto è promosso da Fondazione Fontana e Associazione Viração&Jangada ed è realizzato con il contributo finanziario dell’Unione Europea e della Regione Piemonte attraverso il Consorzio Ong Piemontesi nell’ambito di Connect for Global Change. Il progetto si rivolge a giovani dai 18 ai 30 anni e alle organizzazioni del terzo settore. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sull’emergenza climatica e favorire una maggiore conoscenza delle strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso attività di comunicazione ed educazione. Il progetto prevede:

  • un percorso di formazione per i/le giovani e per operatori/trici delle organizzazioni del terzo settore impegnate in cooperazione internazionale sui temi del cambiamento climatico;
  • la partecipazione di 4 giovani “Observer” alla 31ª Conferenza delle Parti (COP31) della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), ad Antalya (Turchia) dal 9 al 20 novembre 2026;
  • la realizzazione di eventi formativi per le scuole e l’università e una passeggiata per il clima, eventi volti alla diffusione del tema del cambiamento climatico e delle possibili misure di gestione e mitigazione.

Il progetto ha una durata annuale; il periodo di realizzazione è 2026-2027.

Sono partner di progetto FArete Trentino, MLAL Trentino e Saint Martin CSA.

Questa pagina è stata realizzata con il contributo finanziario dell’Unione Europea e della Regione Piemonte, attraverso il Consorzio delle Ong Piemontesi ETS nell’ambito di Connect for Global Change. Il contenuto di questa pagina  è di esclusiva responsabilità di Fondazione ETS e non riflette necessariamente la posizione dei donatori.