Inaugura a Trento Venerdì 9 ottobre alle ore 18 alle Gallerie di Piazza di Piedicastello la mostra fotografica BADILISHA . STORIE DI DIPENDENZA E CAMBIAMENTO, con fotografie di Andrea Signori e la proiezione del documentario di Marco Zuin. 

La mostra e il documentario di Marco Zuin raccontano il problematico mondo dell’alcolismo in Kenya attraverso i volti e la voce dei protagonisti: alcolisti ed ex alcolisti, ma anche mamme, padri, fratelli e sorelle, figli e figlie, vicini di casa. Perchè la dipendenza coinvolge tutte le relazioni e buone pratiche di prevenzione e gestione delle fragilità possono avere successe solo se ricadono su una comunità competente capace di dare accoglienza e sostegno.

Badilisha in lingua swahili vuol dire cambiamento.

Il 13% della popolazione del Kenya è consumatore abituale di alcol e il 2,4% ne è dipendente a fronte di una media africana di 1,4%.  L’età media del primo bicchiere di chang’aa, una grappa locale illecita prodotta in casa, è scesa dai 16 ai 9 anni. Chang’aa significa “uccidimi in fretta”; il distillato, preparato in casa, è ottenuto dalla fermentazione e la distillazione di cereali come miglio, mais e sorgo con l’aggiunta di zucchero o melassa, ma spesso è tagliato con sostanze tossiche come fertilizzanti, formaldeide e metanolo. Letteralmente significa “uccidimi veloce”. Una sola quantità di chang’aa contenente livelli tossici di metanolo può uccidere più di cento persone e ospedalizzarne altre cento. Basta pensare che 10ml di metanolo possono  far bruciare interamente i nervi ottici; 30ml possono  arrivare ad uccidere.

La mostra racconta il mondo della dipendenza ma anche un percorso di consapevolezza, un cammino di rinascita, un’idea di comunità. Il motto del Saint Martin, che in Kenya si occupa di diversi tipi di fragilità, è Only through community-Solo attraverso la comunità.  Il  Programma per le Dipendenze del Saint Martin, in particolare segue ogni anno oltre 400 persone nel loro percorso riabilitativo, accompagnando più di 100 famiglie e formando 60 volontari sulle dipendenze.

ANDREA SIGNORI, fotoreporter freelance, contributor dell’agenzia Parallelozero, laureato in Scienze Politiche, è diplomato presso la prestigiosa Scuola Romana di Fotografia e Cinema. L’interesse per il mestiere di fotoreporter si è evoluto osservando i fenomeni che legano l’uomo al territorio, nei suoi legami più profondi, realizzando lavori in Italia, Africa, est Europa, Medioriente e Sud America. I suoi reportage sono pubblicati nelle più importanti riviste italiane e internazionali tra cui Newsweek, Panorama, 7, Corriere Della Sera, Repubblica, Terra Mater, Courrier International, La Stampa e altri

MARCO ZUIN, filmmaker e autore. Laureato al DAMS Cinema di Bologna con una tesi sul ruolo della famiglia nel cinema italiano. Negli ultimi anni si è dedicato alla produzione di cortometraggi e documentari sociali per Ong, Fondazioni e Onlus: Daily Lydia (2014), La sedia di cartone (2015), Niente sta scritto (2017), Hoa (2018) e Badilisha (2020) sono stati selezionati in numerosi festival in Italia e nel mondo, ottenendo visibilità e premi. Ha realizzato documentari, video e reportage in Italia, Russia, Tanzania, Kenya, Spagna, Honduras, Egitto, Serbia, Francia, India, Vietnam. Alla base del suo approccio al cinema e al documentario c’è l’idea di sociale inteso come socialità e attenzione al senso di comunità.


La mostra è realizzata da Fondazione Fontana Onlus in collaborazione con il Saint Martin CSA  grazie anche al sostegno della Provincia Autonoma di Trento. Un grazie particolare alle Gallerie per l’ospitalità.

Per informazioni sulla mostra puoi chiamare al numero 328.7322607


Informazioni: www.fondazionefontana.org