La Fondazione

Vulnerabilità come risorsa

Favorire una cultura che valorizzi la relazione con la vulnerabilità e i soggetti più deboli delle nostre comunità per giungere insieme a riconoscere le fragilità di tutti come risorsa e occasione di crescita per la comunità

Grazie al cammino fatto insieme con il Saint Martin, incontrando persone del Nord e del Sud del mondo abbiamo appreso che si può guardare alla vulnerabilità propria e altrui con rispetto e naturalezza, che la relazione con le persone che non si fermano davanti alla propria disabilità (sia essa fisica, mentale o caratterizzata dall’incapacità di aprirsi all’altro) può trasformarsi in energia positiva per rinnovare l’intera comunità.

Negli anni scorsi abbiamo provato a condividere questa sensibilità grazie all’arte e alla simpatia di Simona Atzori e con la storia di Jeoffrey e della mamma Teresa, raccontata nel documentario “La sedia di cartone”, trovando un’accoglienza entusiastica da parte di moltissimi amici ed amiche.

iniziative di sensibilizzazione

Niente sta scritto

Il nuovo documentario del regista Marco Zuin, realizzato in collaborazione con Fondazione Fontana Onlus e le musiche della Bottega Baltazar.

La sedia di cartone

Il nuovo progetto di Fondazione Fontana onlus, in collaborazione con il Saint Martin CSA e l’Arche Kenya per sostenere il programma per persone con disabilità del Saint Martin.

Me, We, Only Through Community

Il documentario porta sul grande schermo l’esperienza del St. Martin, tra storie quotidiane di incontri e cambiamento in Kenya.

Con i piedi per terra

Simona Atzori mette i piedi per la seconda volta in Kenya. Fondazione Fontana, seguendo i suoi passi, propone la realtà del St. Martin di Nyahururu e il suo motto “Only Through Community”.

Le mani degli altri

Simona Atzori è riuscita ad ottenere riconoscimenti prestigiosi, critiche entusiastiche per i suoi quadri e per i suoi spettacoli, nonostante la sua disabilità: non avere le braccia.

La pietra scartata

Un’iniziativa annuale sul tema delle fragilità intese come risorse preziose per l’intera comunità. Ogni anno i protagonisti condividono i loro racconti di vita.

NIENTE STA SCRITTO

La vita riserva sorprese, anche positive: niente sta scritto.

Grazie alle persone, alle relazioni, ai desideri, alle rassicurazioni e anche alle conflittualità, l’esistenza cambia.

Niente Sta Scritto è il nuovo documentario del regista Marco Zuin, realizzato in collaborazione con Fondazione Fontana Onlus e le musiche della Bottega Baltazar. Il regista ha già al suo attivo parecchi titoli tra cui “La sedia di cartone” – un film breve del 2015 che ha avuto molti riconoscimenti a livello internazionale.

Il film entra nella vita di Martina Caironi, l’atleta paralimpica con protesi più veloce al mondo – oro nei 100 metri alle Paralimpiadi di Londra 2012, Rio 2016 e ai mondiali di Londra 2017 e argento nel salto in lungo a Rio 2016 – e di Piergiorgio Cattani, scrittore, giornalista e direttore del portale Unimondo, affetto da una grave forma di distrofia.

Niente sta scritto non è un’altra storia di disabilità o di una malattia. Parla di guarigione, che va oltre il corpo fisico. È un film sulle possibilità, in cui l’unica via d’uscita è la consapevolezza di poter fare sempre qualcosa per gli altri.

Ognuno di noi sperimenta che, nel bene o nel male, non accadono mai le cose che preventiviamo. Nella vita ci sono sempre sorprese, anche positive. Grazie alle persone, alle relazioni, ai sogni, all’impegno concreto e anche alle difficoltà impreviste, anche un’esistenza segnata da eventi spiacevoli – come può essere una malattia o un incidente – può dipanarsi secondo i propri desideri.
Seguendo questo pensiero, il film entra nella storia dei due protagonisti, in vicende che, pur non intrecciandosi mai, procedono parallele, dimostrando che è possibile aprire percorsi controcorrente, vincendo il rischio di emarginazione e di chiusura in se stessi.

È il racconto del possibile ruolo della comunità nei confronti di chi vive situazioni di vulnerabilità. La relazione sincera con la persona vulnerabile, sia essa un disabile, un povero, un emarginato, un migrante, chiunque fatica a seguire i ritmi della società, può indurre un processo di miglioramento personale e comunitario. Il riconoscimento e l’accettazione della vulnerabilità di ognuno, anche della propria, diventa un fattore paradossalmente positivo per la relazione con se stessi e con gli altri. Un approccio aperto e solidale alla diversità può contribuire a una maggiore coesione e inclusione sociale.

Il progetto è realizzato con il sostegno di Provincia Autonoma di Trento, ITAS Mutua e Fondazione Caritro – il contributo di Acustica trentina, Edizioni Centro Studi Erickson, Fondazione Zanetti Onlus e Karrell srl e il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico e del Comune di Padova. Hanno collaborato: Banca Popolare Etica, Gtv, Handicrea, Opsa, Mwanga Onlus, Makuti Viaggi.

Piergiorgio Cattani

Piergiorgio Cattani (classe 1976) è uno studioso e giornalista trentino. È editorialista del quotidiano “Trentino” e direttore del portale online unimondo.org.
Da sempre convive con una grave malattia degenerativa, è impegnato politicamente e culturalmente in varie iniziative, cercando di fare della sua attività di scrittura uno strumento al servizio della comunità. Pignolo testardo ed esigente, ma anche disponibile creativo e instancabile.

Il regista: Marco Zuin

Marco Zuin è regista e produttore indipendente, laureato in Cinema presso il D.A.M.S. di Bologna. Vive e lavora in Veneto ma non solo. Alla base del suo approccio al cinema e al documentario c’è l’idea di sociale inteso come socialità e attenzione al senso di comunità.
Per questo negli ultimi anni si è dedicato alla produzione di cortometraggi e documentari sociali brevi selezionati in numerosi festival in Italia e nel mondo: gli Zuggerimenti poetici, Vivo e Veneto, La sedia di cartone, Daily Lydia e ME, WE Only through community. Niente sta scritto è il suo nuovo documentario.

Martina Caironi

Martina Caironi (classe 1989) è una giovane atleta paralimpica. A 18 anni è rimasta coinvolta in un incidente stradale che le ha causato l’amputazione della gamba sinistra all’altezza del femore. Oggi è pluricampionessa olimpica, la donna con protesi più veloce al mondo. Alle sue protesi ha dato nomi buffi: con Berta cammina e va a ballare con le amiche, con Cheeta corre e va più veloce del vento.

“Niente sta scritto” contiene dvd e booklet con testi di Piergiorgio Cattani e immagini dal documentario:
www.fondazionefontana.org
info@fondazionefontana.org 

PD:  049.8079391  334.1124645
TN: 0461.390092

Offerta a partire da 15€ + 2€ spese di spedizione

la sedia di cartone

La sedia di Cartone è il nuovo progetto di Fondazione Fontana onlus, realizzato in collaborazione con il Saint Martin CSA e l’Arche Kenya per sostenere il CPPD, il programma per persone con disabilità del Saint Martin.

La Sedia di Cartone è la storia di Jeoffrey, un bambino affetto da una grave forma di disabilità. Ma è anche la storia di come un ausilio fatto di cartone riciclato possa cambiare la relazione tra una mamma e il suo bambino disabile, consentendo ad entrambi di condividere tante piccole azioni quotidiane. Jeoffrey non si può muovere autonomamente e probabilmente non sarà mai in grado di farlo. Jeoffrey ha bisogno di un ausilio su misura che gli consenta di mantenere una postura corretta, evitando così l’instaurarsi di altre malformazioni. Ma come può essere garantita un’attrezzatura specialistica in un villaggio rurale del Kenya? La Sedia di Cartone risponde a questa domanda con un’esperienza unica.

Dal 2009 al Saint Martin CSA vengono costruiti ausili con una tecnica chiamata APT – Appropriate Paper-based Technology. Materiali poveri come il cartone riciclato sono trasformati in supporti per disabili che, oltre a svolgere la loro funzione specifica, consentono a tante persone con disabilità di partecipare alla vita familiare e sociale. Ogni anno sono più di 150 gli ausili che vengono costruiti e di questi il 30% viene realizzato impiegando il cartone riciclato.

La storia di Jeoffrey e la sua mamma è raccontata attraverso un cofanetto che contiene un Minibook e il documentario breve di Marco Zuin.

“La semplicità dirompente di questa sedia rappresenta la mia idea sociale, inteso come socialità, che è alla base della mia ricerca: raccontare l’impatto emotivo di una storia attraverso uno sguardo positivo e poetico, a volte dosando la leggerezza necessaria per affrontare la profondità.” – Marco Zuin, Il regista

La sedia di cartone sostiene il CPPD, il Programma per persone con disabilità del Saint Martin. Il CPPD segue ogni anno più di 1.000 bambine e bambini disabili, che ricevono un sostegno riabilitativo e un accompagnamento nell’inserimento scolastico.
Ogni anno almeno 10 persone con disabilità sono guidate nell’intraprendere l’attività lavorativa che più si addice loro: lavorare a maglia, confezionare vestiti, allevare galline o pecore, lavorare la terra.
Nel CPPD lavorano 14 persone e sono oltre 400 i volontari locali che dedicano gratuitamente tempo e risorse.

Il Saint Martin CSA è un’organizzazione che lavora a Nyahururu, sugli altopiani del nord del Kenya. Offre un sostegno concreto alle persone più vulnerabili all’interno delle comunità dei territori coinvolti. Ogni anno i beneficiari sono oltre 3.000. Bambine e bambini svantaggiati, vittime di abusi, violenze e ingiustizie, persone con disabilità, persone affette da HIV/AIDS o dipendenti da alcol e droghe. Il Saint Martin CSA promuove la solidarietà, coinvolgendo e formando persone capaci di prendersi cura direttamente e gratuitamente di coloro che hanno più bisogno. I volontari sono più di 1000.
Sitoweb: saint.martin-kenya.org

L’Arche Kenya è una delle comunità de L’Arche presenti in più di 35 paesi nel mondo. Nata nel 2009 dal Saint Martin CSA, promuove un’attitudine positiva nei confronti delle persone con disabilità intellettiva portandone alla luce talenti e potenzialità. Gestisce a Nyahururu le case Effathà e Betania dove convivono persone disabili e non con la convinzione che una società realmente umana debba essere fondata sull’accoglienza e sul rispetto dei più piccoli e dei più deboli. 
Sitoweb: larchekenya.org

Progetto realizzato con il contributo di OPSA, Comieco, Fondazione Zanetti Onlus, Centro Missionario Diocesano, Fisioterapisti senza Frontiere, Associazione Mwanga onlus, Studio CO.ME, Atantemani.

Per richiedere il cofanetto:
info@fondazionefontana.org
049 8079391
334 1124645
0461.390092

Puoi fare la tua offerta (a partire da 15€ + 2€ spese di spedizione):
– On Line con Carta di Credito o Paypal
– Versamento su Conto Corrente Postale n: 000099958464

Puoi ritirare il cofanetto presso le sedi di Fondazione Fontana:
 PD Via F.S. Orologio, 3 – Padova
– TN Via Herrsching 24/3 – Ravina

ME, WE ONLY THROUGH COMMUNITY

Prodotto da Fondazione Fontana Onlus, il documentario, che è contenuto in un libro, porta sul grande schermo l’esperienza del St. Martin, tra storie quotidiane di incontri e cambiamento, in una zona rurale del Kenya.

Makara è un ex ragazzo di strada che oggi lavora come assistente legale per le persone con disagio, Macharia, pastore ed ex insegnante, si prende cura degli anziani, Martin è un bambino abbandonato in strada che è stato accolto da una famiglia a cui ha trasformato il cuore, mentre Grace ha saputo trasformare la sua disabilità in una risorsa preziosa per la sua comunità.

Sono alcuni degli 11 personaggi e delle loro storie di cambiamento raccontate dal documentario ME, WE Only Through Community, prodotto da Fondazione Fontana Onlus.

Diretto da Marco Zuin su soggetto di Luca Ramigni, con le musiche della Piccola Bottega Baltazar, il film della durata di 60′, ruota attorno alla trasformazione che nasce dall’incontro, nel contesto africano del St. Martin, un’organizzazione attiva a Nyahururu, 200 km a nord di Nairobi, sugli altopiani del Kenya. Fondato 15 anni fa da don Gabriele Pipinato e da Fondazione Fontana onlus, il St. Martin promuove la solidarietà coinvolgendo direttamente la comunità locale e offrendo un supporto concreto alle persone più vulnerabili, operando in una zona rurale pari per estensione a metà del Veneto.

Il titolo scelto è una poesia del grande Muhammad Ali: Me (Io) rappresenta ciascuno degli 11 protagonisti del documentario che la troupe ha seguito mostrando la loro quotidianità e sensibilità: bambini e bambine di strada, persone con disabilità, ex dipendenti da alcol o droghe, ma anche membri dello staff e volontari, oggi più di mille. Ognuna di queste storie è parte di un We (Noi), una comunità che grazie al St. Martin ha intrapreso un percorso straordinario verso il cambiamento. Only through community sono l’insieme delle storie che partono da singole esperienze personali per raggiungere un carattere universale.

Il St. Martin agisce direttamente nella comunità, facendo in modo che sia la comunità stessa a farsi carico dei bisogni dei suoi membri, attraverso la formazione di volontari che si prendono cura dei più bisognosi. Un passo in avanti nel concepire la disabilità e la malattia non come un fattore di debolezza ma come una risorsa preziosa e che ogni anno coinvolge oltre 3000 beneficiari.

Anche il documentario è stato realizzato attraverso la comunità, con un’azione di crowdfunding. uno strumento di ricerca di micro finanziamenti che attraverso la rete ha permesso a persone di tutto il mondo di contribuire alla realizzazione del lavoro.

Il documentario è stato presentato per la  prima volta alla Cinema MPX di Padova, davanti ad una platea di oltre 500 persone. Al di fuori dei classici canali distributivi, oggi sta proseguendo il suo tour nei cinema che lo ospitano, ad oggi oltre 20 ed è disponibile per ogni comunità di spettatori che lo richieda e organizzi una proiezione.

Per richiere Me, We, Only through Community

Il documentario (libro+DVD) oggi è disponibile accompagnato da un libro i cui proventi contribuiscono a sostenere le attività del Saint Martin.
Oltre al film, il dvd contiene anche contenuti extra tra cui il video “Le mani degli altri” con la ballerina Simona Atzori e la sua testimonianza al St. Martin. Il libro, vuole fermare ogni singola storia attarverso una parola che ha trovato sostanza nella voce e nelle esperienze degli attori e che accompagna la riflessione: RISORSA, INCONTRO, SILENZIO, CAMBIAMENTO, FORZA sono alcune di queste parole.

Per ricevere ME, WE:
info@fondazionefontana.org
0498079391 
3341124645

con i piedi per terra

Simona Atzori mette i piedi per la seconda volta in Kenya.
Fondazione Fontana, seguendo i suoi passi, propone la realtà del St. Martin di Nyahururu e il suo motto “Only Through Community”.

I video sono stati realizzati da Marco Zuin (Videozuma) e Luca Ramigni (Fondazione Fontana Onlus).

Street Children Program

Intervista a Simona Atzori dal Kenya

Bethania – dove convivono disabili e non

le mani degli altri

Simona Atzori è riuscita ad ottenere riconoscimenti prestigiosi, critiche entusiastiche per i suoi quadri e per i suoi spettacoli, nonostante la sua disabilità: non avere le braccia.

Un aspetto che non ha mai frenato la sua esistenza. Anzi, le ha dato una fortissima carica. In questo breve documentario, prodotto da Fondazione Fontana Onlus, viene raccontato l’incontro intenso e particolare tra la ballerina e la comunità del Saint Martin CSA in Kenya. 
L’incontro con i disabili e loro famiglie, con i ragazzi di strada ed anche con i detenuti all’interno del carcere di Nyahururu.

Il messaggio è semplice e chiaro: ognuno, se vuole, può fare tutto anche “volare senz’ali” (flying without wings), questo il motto di Simona Atzori.

Documentario, prodotto da Fondazione Fontana Onlus, sull’esperienza di Simona Atzori al Saint Martin CSA, Kenya. Regia di Marco Zuin, Sviluppo contenuti Luca Ramigni, Riprese Alessandra Argenti, Post-produzione Videozuma (HDV, colore, 7’30” – 2011).

Documentario, prodotto da Fondazione Fontana Onlus, sull’esperienza di Simona Atzori al Saint Martin CSA, Kenya.

Regia: Marco Zuin
Sviluppo contenuti:
Luca Ramigni
Riprese: Alessandra Argenti
Post-produzione: Videozuma (HDV, colore, 7’30” – 2011)

la pietra scartata

È importante riconoscere la pietra scartata in noi stessi e nel prossimo (Stefano Toschi)

La Pietra Scartata è un’iniziativa annuale sul tema delle fragilità intese come risorse preziose per l’intera comunità. Ogni anno i protagonisti/le protagoniste condividono i loro racconti di vita per stimolare punti di vista altri e accendere nuovi comportamenti.
L’iniziativa è nata sullo stimolo dell’esperienza africana del Saint Martin, un’organizzazione no profit attiva sugli altopiani a nord del Kenya che si occupa di far emergere la parte migliore delle persone indipendentemente dalla loro condizione fisica, psicologica e sociale. “Only through community” (solo attraverso la comunità) è il motto che il Saint Martin utilizza per ricordare che “se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai con gli altri”.

“La Pietra Scartata” propone delle testimonianze di chi ha fatto la scelta di trasformare la propria debolezza (vera o presunta) in occasione di riscatto, di miglioramento di sé e, in definitiva, di rafforzamento della coesione attraverso la diffusione della solidarietà.

Quando soffia il vento del cambiamento c’è chi alza muri di protezione e chi, invece, costruisce mulini a vento.
Cambiare per una sopraggiunta fragilità è inevitabile, farlo in meglio è conseguenza esclusiva di una scelta volontaria, consapevole e di un impegno preciso.

Organizzano: Fondazione Fontana-Impresa Solidale, Atantemani, Opsa, UILDM Padova Onlus.