Informativa breve sui cookies
Per offrire una migliore esperienza di navigazione, per avere statistiche sull'uso dei nostri servizi da parte dell'utenza, questo sito potrebbe usare cookie anche di terze parti. Chi sceglie di proseguire nella navigazione oppure di chiudere questo banner, esprime il consenso all'uso dei cookie.
Per saperne di più o per modificare le tue preferenze sui cookie consulta la nostra Cookie Policy.

  • mokup niente STA scritto due

     Niente sta scritto è il nuovo progetto di Fondazione Fontana Onlus.

    Il documentario di Marco Zuin,  accompagnato da un libretto con riflessioni a cura di Piergiorgio Cattani, sarà disponibile a partire dal 30 novembre.

    Prenotalo per il tuo Natale 049.8079391 / 0461.390092

     

  • DSC 0456 resize

     

     Simona Atzori dona il suo 5x1000 a Fondazione Fontana onlus

    FAI COME  LEI!

    Codice fiscale: 92113870288

  • SDC slider 576x244

     

     

  • DSC 0454 resize 

     

     

    Fai come SIMONA ATZORI.

    Dona il tuo 5x1000 a Fondazione Fontana.

    Codice Fiscale: 92113870288

  • collage 3

     

    oltre 4000 Beneficiari dei progetti di cooperazione che  si ispirano ad un approccio comunitario e partecipativo.

     

     

     

     

    Quattro i paesi con i quali lavoriamo: Kenya, Ecuador, Bosnia e Israele

    Leggi l'articolo

sedia di cartone 2La sedia di cartone
Italia/Kenya - durata 16 min.
Prodotto da Fondazione Fontana onlus, Saint Martin e Videozuma
con il sostegno di OPSA Opera della Provvidenza San Antonio - Padova

Regia, fotografia e montaggio: Marco Zuin
Soggetto: Luca Ramigni
Protagonisti: Jeoffrey Njoroge, Teresa Wanjiku, Timothy Kiragu, David Mukiri, Anthony Kivuva, Samuel Kariuki
Musiche originali: Piccola Bottega Baltazar

Guarda il trailer

 

__________________________________________________________

 4 dicembre 2015 - Premio Miglior documentario al Festival Inclus di Barcellona

 3 agosto 2015 - Primo premio Gargano Film Fest Provo Corto (Foggia)

Per aver raccontato una storia di disabilità, nell'Africa più abbandonata e povera, evitando prevedibili toni melodrammatici, con la delicatezza di un testo poetico, creando una suspense narrativa attraverso una regia essenziale alla Kiarostami e una direzione degli attori risolta con una notevole sobrietà recitativa"


31 luglio 2015 - Lago Film Festival (Treviso)

 Finalista nella sezione “Regione del Veneto”

 

26 luglio 2015 - Primo premio Siloe Film Festival (Grosseto)

per l’originalità del tema, l’incisività del linguaggio, la sobrietà della narrazione, e soprattutto per l’orizzonte di speranza evocato, la giuria – unanime – indica La sedia di cartone”.

 

19 luglio 2015 - Menzione Speciale International Short Film Festival (Taranto)

"perché un corto a volte può insegnarci tanto e risvegliare la nostra sensibilità e il nostro senso di appartenenza a una comunità. Per la capacità di mantenere in equilibrio realtà e finzione attraverso un racconto semplice e profondo, ma soprattutto per il coraggio di narrare una storia quotidianamente difficile senza mai cedere alla commiserazione."

 

18 luglio 2015 - 2° Posto Festival del Cinema Povero (Varese)

un documentario coinvolgente, dove l’abilità della regia ha fatto in modo che vi fosse un perfetto equilibrio tra l’ambiente ed i protagonisti, senza suscitare pietismo, ma curiosità e stupore”

 

28 giugno 2015 - 2° Posto con Menzione Speciale a Capodarco l’altro festival

“per la poesia e la grazia con cui è stata raccontata una storia positiva in un continente altrimenti conosciuto solo per i suoi gravi problemi di povertà e di sottosviluppo”

 
In competizione al Los Angeles Cinefest
In finale al Roma cinema Doc

     

Jeoffrey è un bambino africano che non si può muovere autonomamente, per migliorare le sue condizioni di vita ha bisogno di un'attrezzatura specialistica. Come può essere garantita questo tipo di attrezzatura in un paese rurale del Kenya, dove a mancare sono i servizi di base?
Il documentario La sedia di cartone risponde a questa domanda con un'esperienza unica al mondo: per Jeoffrey, così come per molti altri bambini, vengono costruiti degli ausili con materiali poveri riciclati.

La sedia di cartone racconta una piccola grande esistenza che unisce con forza la condizione di disabilità alla vita della comunità. Girato tra gennaio e febbraio 2015, il documentario, accompagnato dalle musiche della Piccola Bottega Baltazar, ha come protagonista il piccolo Jeoffrey, uno dei tanti bambini affetti da disabilità seguiti dal Saint Martin. Nato con idrocefalo e spina bifida, non si muove, non è in grado di sorreggere la testa e comunica i suoi desideri attirando l'attenzione con lamenti o sorrisi stentati. Trascorre le sue giornate sul divano, steso oppure seduto sull'angolo, dove la mamma lo accudisce avvolgendolo in una sorta di nido creato con le coperte. "L'idea è nata quando stavamo realizzando le riprese del documentario ME, WE only throuh community, nel 2013 - spiegano gli autori – vedendo come la tecnica impiegata per costruire ausili stesse prendendo importanza nella comunità. Così abbiamo cercato il protagonista della nostra storia e quando abbiamo incontrato Jeoffrey ci siamo subito affezionati a lui e così abbiamo capito il valore dell'ausilio, uno strumento che consente alla madre di condividere con il bimbo azioni quotidiane come lavare i vestiti, cucinare, mungere il latte".

La Sedia di cartone è stato presentato per la prima volta  il 26 giugno al Festival di Capodarco dove è stato tra i finalisti del premio L'Anello Debole nella sezione Video cortometraggi della realtà.

"Attraverso questo lavoro abbiamo voluto raccontare come una semplice sedia realizzata manualmente in cartone riciclato possa cambiare la prospettiva di una relazione, in particolare in una situazione di svantaggio motorio e psichico – affermano Zuin e Ramigni - La patologia gravemente disabilitante non consentirà a Jeoffrey di raggiungere alcun grado di autonomia. Per questo motivo l'impiego di un ausilio diventa un importante contributo, per mantenere la postura più corretta ed evitare l'instaurarsi di altre patologie, ma anche per partecipare alla vita sociale. L'ausilio diventa motore di cambiamento non solo per il bambino, ma anche per la sua famiglia e per l'intera comunità in cui vive e che lo accoglie".

La realizzazione degli ausili di cartone ha l'obiettivo di migliorare concretamente la salute dei bambini e delle loro famiglie, impiegando le poche risorse a disposizione in un paese rurale africano. Rappresenta un'esperienza straordinaria, ad oggi unica in Kenya, che mette in pratica le ricerche sviluppate nell'ambito dell'Appropriate Paper-based Technology, metodo ideato per creare oggetti di uso comune con la carta. Applicando questo processo alla fisioterapia e alla disabilità, il St. Martin CSA ha iniziato un programma di lavoro per i bambini disabili, approfondendo la costruzione degli ausili di cartone. Attualmente vengono costruiti in media 3 ausili al mese, per lo più sedie e standing ma anche tavoli, sgabelli e corner seat.

MARCO ZUIN è  laureato in Discipline dello Spettacolo indirizzo Cinema al D.A.M.S. di Bologna. Frequenta Ipotesi Cinema e, selezionato, frequenta i Laboratori Sperimentali Audiovisivi promossi dalle Politiche Giovanili del Comune di Bologna. Partecipa al Campus Script & Pitch promosso da Consorzio Digicittà con la Cineteca di Bologna. Dal 2003 lavora come regista aprendo lo studio Videozuma, diventato oggi casa di produzione. Ha realizzato documentari, video e reportage in Russia, Tanzania, Kenya, Spagna, Honduras, Egitto, Serbia, Francia, India. "La mia idea di sociale è alla base del cinema e del documentario, inteso come socialità e per raccontare l'impatto emotivo delle storie, attraverso uno sguardo positivo, a volte dosando l'ironia necessaria per affrontare la profondità. Uno sguardo per vedere oltre quello che già si vede. Per creare occasioni d'incontro. Una coscienza nuova".

IL SAINT MARTIN nell’ambito del programma di intervento dedicato alla disabilità, ha costruito dal 2009 una media di 3 ausili al mese, per lo più sedie e standing ma anche tavoli, sgabelli e corner seat. Grazie alla collaborazione con la Cerebral Palsy Africa (CPA) ha avviato nel 2010 un primo corso sulla gestione delle paralisi cerebrali e, successivamente, un corso specifico sulla costruzione di ausili di cartone e un ulteriore corso di approfondimento nel febbraio del 2015.Con questo documentario vogliamo provare a raccontare come un semplice ausilio di cartone possa essere protagonista del cambiamento di una relazione tra una mamma e il suo figlio disabile, consentendo a entrambi di condividere azioni quotidiane come lavare i vestiti, cucinare, mungere il latte… Un ausilio non può cambiare la patologia, ma offre un importante contributo nel migliorare la vita delle persone disabili e di chi le circonda. www.saintmartin-kenya.org


SDC banner 175x63

scritta NSS

MEWE

5x1000 2

fondazione-fontana-logoword-social-agenda-logoimpresa-solidale-logounimondo-logo