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Articoli

With a Different Mind

Vulnerabilita-da-problema-a-risorsa mediumPersone con disabilità, un dono per l'umanità

26, 27 settembre 2014

(Nairobi, Kenya)

 

Dare dignità alla debolezza, alla fragilità, alla vulnerabilità. Lottare per una società che percepisca le persone più vulnerabili non come un problema ma come una risorsa e renderla consapevole che l'incontro con la debolezza può portare ad una trasformazione per l'individuo e per l'intera comunità.

Questo l'obiettivo del network internazionale “With a different mind”, nato in Kenya su iniziativa del Saint Martin CSA e di L'Arche Kenya e costituito da organizzazioni non governative, organizzazioni a base comunitaria, istituzioni accademiche e religiose, che svolgono delle attività a favore e in collaborazione con le persone più vulnerabili. Tra questi Fondazione Fontana Onlus, L'Arche Kenya, Saint Martin CSA, CISP di Roma, Kenyatta University di Nairobi e numerose altre realtà che condividono le loro esperienze e competenze, con la convinzione che un approccio differente alla vulnerabilità sia urgente e necessario proprio come agente di crescita per l'intera comunità. Di particolare rilevanza il supporto di Fondation Assistance Internationale (Svizzera), di Liliane Funds (Olanda) e dell'Ambasciatore Italiano a Nairobi Mauro Massoni.

E' dall'incontro con la fragilità dell'altro che deriva una trasformazione e un cambiamento di mentalità nella vita di tutti coloro che sono coinvolti e in quella della comunità di appartenenza. Da qui il nome “With a different mind“ chegiocasul significato plurimo della parola inglese mind che significa contemporaneamente “mente” ma anche “mentalità, opinione”.

Il network With a different mind si propone di affrontare diverse tematiche sociali e dedica questo primo appuntamento al tema della disabilità con un evento dal titolo “Persone con disabilità, un dono per l'umanità”, che si terrà a Nairobi in Kenya il 26 e 27 settembre prossimi.

L'obiettivo è stimolare un cambiamento di prospettiva nel leggere la disabilità, per un nuovo modo di pensare che valorizzi le diverse potenzialità e ciò che di bello ognuno ha da offrire. “Sei più importante di quello che osi credere” ci insegna Jean Vanier fondatore de L'Arche International, che celebra quest'anno i suoii 50 anni di attività, in una intervista esclusiva rilasciata a Fondazione Fontana Onlus.

Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi il 19 settembre presso il Safari Park Hotel di Nairobi, era presente come testimonial Musa Kirokote, un ragazzo disabile della comunità di Effathà (L'Arche Kenya – Nyahururu). Recentemente la sua storia è stata raccontata da The Nation, il più diffuso quotidiano nazionale e in un video da Michael Mc Donalds, ricercatore dell'Università di Notre Dame (Indiana - USA).

Il convegno del 26 settembre  ha avuto luogo presso la Main Hall del Tangaza College a Nairobi e ha visto la presenza di quasi 500 persone che per tutta la mattina hanno assistito attente e partecipi alle presentazioni delle esperienze di incontro con la disabilità. Particolarmente rilevanti le storie delle persone che hanno accolto la disabilità nella loro vita famigliare riuscendo a trasformarla in opportunità di crescita e di gioia. Particolarmente significativa l'esperienza di Fatia che collabora con la ONG World Friends che ha accolto la disabilità del figlio Abdulhauf come una occasione di stimolo e di crescita per tutta la sua famiglia arrivando ad affermare che "la capacita di Abdulrauf di affrontare e superare le difficoltà della sua condizione non hanno trasformato solamente la mia percezione delle persone con disabilità, ma anche la mia vita." e di Alex, che ha lasciato il suo lavoro per potersi dedicare a tempo piano al figlio - affetto da paralisi cerebrale - e fondare una organizzazione di genitori che affrontano il tema della disabilità dei loro figli "with a different mind".

Il concerto del 27 settembre al Sarakasi Dome – una struttura per spettacoli da 1500 posti affidata ad una Fondazione che promuove lo sviluppo artistico dei giovani appartenenti alle categorie più svantaggiate – ha visto salire  sul palco delle vere e proprie star che hanno saputo superare la loro vulnerabilità con l'impegno e la forza di volontà: i cantanti non vedenti Denno – vincitore del Kisima Music Award nel 2012 e Mpofu no 1 , il danzatore Dalmas Otieno – star del Pamoja Dance Group – pur avendo perso una gamba all'età di 4 anni e molti altri. Il Sarakasi Dome, a pochi isolati dal centro città dei grattacieli e degli affari di Nairobi, si è infiammato quando Denno - un cantante cieco molto famoso in Kenya - ha intonato la prima strofa di  Mbona, un suo recente grande successo - interpretato nel video insieme a Daddy Owen - che tutti i giovani conoscono. La musica è trascinante e coinvolge tutti nella domanda "Mbona ? Mbona ? Mbona ?" - "Perché ? Perché ? Perché ?". E' la domanda che una persona che vive con una disabilità rivolge alla società che lo rifiuta, che lo discrimina, che non lo considera con gli stessi parametri di coloro che definiamo "abili".  E' stato il momento culminante dell'evento di ieri che ha visto esibirsi anche il coro della Joy Town Special School, il ballerino Damas Otieno, i ballerini non udenti del Sarakasi,  i ragazzi del Banjuka Team e la cantante albina Valen Bosibori.

Una festa che ha concluso la due giorni dell'Evento "With a different mind" e ha dato visibilità al Network che si è costituito intorno a questo tema.

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Info e dettagli saranno disponibili sul sito del Saint Martin  www.saintmartin-kenya.org

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